Gruppo proveniente dal milanese, – ma 2 dei suoi membri, il tastierista Carlo Fiore e il batterista Enzo Vitagliano, sono campani – , i Macchina Pneumatica pubblicano la loro opera d’esordio – “Riflessi e maschere” – con la distribuzione della Black Widow. Il nuovo batterista Enzo Vitagliano -autore fra l’altro dell’artwork della copertina – suona però solo nel quinto brano “Sopravvivo per me” mentre nelle restanti tracce troviamo ancora il precedente membro Michele Nesti. Ci troviamo di fronte ad un esordio che dimostra una sorprendente maturità compositiva e di esecuzione. Il suono è molto anni ‘70: siamo di fronte ad un progressive rock che può indubbiamente ricordare, in alcuni momenti, i Goblin. Il suono è molto compatto, caratterizzato dalle tastiere “vintage” di Carlo FIore – synth, piano elettrico, Hammond – e da una sezione ritmica rocciosa e solida con il bel basso pulsante di Carlo Giustiniani. La voce roca e potente di Raffaele Gigliotti – che suona anche la chitarra – è un altro punto di forza. In realtà ci troviamo di fronte ad un lavoro che, a dispetto dei citati Goblin, non è poi così oscuro se non per alcune sfumature. Le sonorità tendono al jazz-rock e c’è spazio anche per la melodia. Il secondo brano “Quadrato” è uno dei momenti migliori e dimostra l’interplay perfetto fra i musicisti. I Macchina Pneumatica hanno grande tecnica senza per questo essere ostici, anzi viene data grane importanza, come si diceva, all’aspetto melodico. Credo che, potenzialmente, sia un disco che potrebbe piacere a molti: gli amanti del progressive anni ’70 ma anche chi segue il jazz-rock e la fusion troveranno pane per i loro denti.

Disponibile presso Black Widow